Parmenide: l’essere è. E la sua ragion d’essere?
Nel V secolo a.C., invece, era una fucina di pensiero, un laboratorio di idee così radicali da cambiare il destino dell’Occidente. E lì, 2500 anni fa circa, camminava Parmenide. Non un filosofo come gli altri. Non era un uomo che osservava il mondo: era un uomo che lo fermava. La Grecia classica era un turbine: Atene costruiva il Partenone, Fidia scolpiva la perfezione, Pericle parlava alla città come un padre. Tutto scorreva, tutto diventava, tutto cambiava. Parmenide no. Parmenide compiva il gesto più radicale della storia del pensiero: sospendeva il divenire. Diceva che il cambiamento era un inganno, che il nascere e il morire erano illusioni dei sensi, che ciò che appariva non coincideva con ciò che era. «L’essere è. Il non‑essere non è». Una frase che sembra semplice, ma suonava come un terremoto. Da quel momento, il pensiero occidentale non fu più lo stesso. Parmenide non viveva ad Atene, non frequentava l’Agorà, non ascoltava Pericle. Viveva in una cittadina immersa tra gli ulivi, mare e silenzi. Elea non aveva templi colossali, ma qualcosa di più raro: la nascita della metafisica. Qui, tra la Porta Rosa e le strade lastricate che salivano verso l’acropoli, Parmenide scriveva un poema che era insieme rivelazione, logica e visione. Un giovane che viaggiava su un carro, una dea che apriva la porta della verità, un mondo che si divideva in due vie: la Verità e l’Opinione. La classicità nasceva anche qui, nel Sud, nel nostro Sud. Leggi tutto: Parmenide: l’essere è. E la sua ragion d’essere? Il cammino della democrazia in Toscana. Bartolomeo ed Ermenegildo Potenti (1799 – 1849)
La via è quella che parte dalla “democrazia evangelica”, che si impose a seguito dell’arrivo delle armate francesi in Toscana, nel 1799, basata sul principio “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” (riportato all’art. 6 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino allegata alla Costituzione francese del 24 giugno 1793), ripreso da tanti scritti democratici del tempo, e su quello del “cittadino” virtuoso, che volge al bene pubblico le proprie azioni, ed arriva fino alla democrazia “repubblicana”, basata sulla partecipazione diretta ed autonoma del “popolo” all’interno dei tanti Circoli presenti in Toscana nel 1848-49 e che portò all’elezione dell’Assemblea Costituente, formata da 120 rappresentanti eletti a suffragio universale in tutto il territorio del Granducato e fortemente voluta e sostenuta dai Circoli del Popolo, che rappresentavano il luogo in cui si manifestavano le istanze più vicine al sentire “popolare”. Leggi tutto: Il cammino della democrazia in Toscana. Bartolomeo ed Ermenegildo Potenti (1799 – 1849) Incunabolo napoletano
Massimo, come Francesco Saverio egli pure nella lista degli interventi, aveva fatto parte del Cenacolo del Caos Creativo che tra il 2011ed il 2015 aveva tenuto i suoi lavori a Sorrento, con la pretesa di fare il contro canto a Davos. Quelli a celebrare le magnifiche sorti e progressive dell’iper capitalismo sempre più metastasi delle società moderne incamminate senza alcun criterio critico verso la costruzione di un mondo dominato dal cerbero della guerra, della finanza e degli affari, loro a predicare, come profeti disarmati, la felicità dei popoli, il rispetto reciproco delle culture, un mondo aperto e senza padroni che poi era quello che avrebbe voluto J.M.Keynes e che aveva definito nella sua “Teoria generale dell’occupazione dell’interesse e della moneta” (UTET 1971) mica soltanto Marx ed Engels nel loro “Manifesto del partito Comunista” (Feltrinelli 2017) o Lenin e Mao, in un Mediterraneo capace di essere esso stesso continente tenendo insieme le terre dell’olivo tra Asia, Africa ed Europa, come sosteneva Fernand Braudel nelle sue “Memorie del Mediterraneo” (Bompiani 2010) che, lui pure, era un uomo pacifico e per nulla rivoluzionario. Cosa resta dell’attentato alle Twin Towers?
Eppure anche Huntington aveva grandi dubbi. A suo avviso gli accademici non si erano resi conto che con lo schianto delle torri terminava un’epoca, quella dell’isolamento dell’America nel suo periodo di maggiore potere. Non a caso la recente elezione di Zhoran Mamdami a sindaco di New York ha riportato tutti con i piedi per terra. Mamdami è infatti musulmano e dichiaratamente filo-palestinese, come d’altro canto una parte consistente della grande comunità ebraica americana. Non ci si può dunque rinchiudere nei confini della propria comunità etnica e religiosa, essi verranno abbattuti come sempre è accaduto nel corso della storia umana. Che fare dunque in un periodo come questo in cui gli esseri umani sembrano essere impazziti e non perdono occasione per colpirsi l’un l’altro? Una via d’uscita è quella indicata da Papa Leone XIV quando continua a invocare la pace e ad ammonire che la guerra porta a niente? Il problema è che la pace bisogna essere almeno in due a volerla, e attualmente gli aspiranti sono molti meno. Feste all’Archivio di Stato di Napoli: ipotesi di oltre 600mila euro di danno erariale
A seguito delle verifiche scattate dopo le fitte denunce presentate dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e dai sindacati nel dicembre 2024 — quando fu organizzato un festa di nozze con 300 invitati, dj-set e fumi artificiali a ridosso di affreschi del Cinquecento — la Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti ha notificato un invito a dedurre contestando una ipotesi di danno erariale di oltre 600mila euro per irregolarità e mancati incassi nelle concessioni di spazi tra il 2021 e il 2024. L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale in collaborazione con la Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, ha fatto emergere una reiterata gestione degli spazi monumentali disallineata rispetto ai tariffari e alle normative di settore, concessi a titolo gratuito o con corrispettivi del tutto incongrui per sfilate, set televisivi, meeting e feste private. Quando per primi sollevammo il caso insieme ai lavoratori e ai sindacati, venimmo accusati di fare allarmismo e persino di intralciare la 'valorizzazione' del sito. Oggi i fatti e gli accertamenti della magistratura contabile ci danno pienamente ragione: la storia e il patrimonio pubblico non si usurpano e non si regalano per farne una vetrina di mondanità kitsch o per fare favori. Leggi tutto: Feste all’Archivio di Stato di Napoli: ipotesi di oltre 600mila euro di danno erariale
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C’è un punto della costa cilentana dove il mare sembra trattenere il respiro. Una curva di pietra, vento e luce che non ha bisogno di presentazioni: Elea. Oggi è un sito archeologico, un luogo di quiete.
Questo studio ha cercato di seguire uno dei percorsi compiuti dall’idea di democrazia in Toscana, fra la fine del ‘700 e metà dell’800, attraverso le vicende di due persone, Bartolomeo ed Ermenegildo Potenti, zio e nipote, il primo sacerdote ed il secondo procuratore legale, due figure delle quali si avevano poche e frammentarie notizie, con riferimento sia alle cronache storiche del periodo che successivamente, ma che, insieme, hanno attraversato oltre mezzo secolo di storia, costruendo le basi, anche con grandi sacrifici personali, della corrente democratica del nostro Risorgimento.
Era stato Massimo, un poeta matematico ad intervenire presso Marisa ed il dipartimento di studi umanistici della Federico II perché fossi coinvolto nei lavori del congresso su Neapolis Urbs Vergiliana che si teneva a distanza di 12 anni dal primo.
A prima vista il tiolo di questo articolo sembra porre soltanto una domanda retorica. Pochi sino a poco tempo fa dubitavano che quello dell’11 settembre 2001 altro non fosse che il tipico episodio di quello scontro di civiltà evocato nel suo celebre saggio dal politologo di Harvard Samuel P. Huntington ne “Lo scontro di civiltà il nuovo ordine mondiale”.