Il tribunale dei gatti di Richelieu
Essi non sarebbero inventati dall’uomo, ma scoperti. Tale impostazione filosofica è la più antica e costituisce la corrente mainstream nella matematica stessa, tanto che le altre interpretazioni (formalismo, costruttivismo, intuizionismo etc.) si sono sviluppate da ed in contrasto ad essa. Le conclusioni delle scienze umane invece per definizione sono valide per l’Homo sapiens sapiens, ma già spostandosi presso altre specie animali possono perdere significato: non sempre e non necessariamente, per la parentela che ci lega, ma di sicuro non sono equiparabili. Questo è particolarmente vero per il pensiero politico. Le società animali presentano una varietà immensa: coppie di uccelli rigidamente monogame che vivono assieme per l’intera vita; il corallo, ossia le colonie di polipi che compongono un’unica catena in simbiosi; le società delle formiche e delle termiti, con una iperspecializzazione funzionale; le società gerarchiche di molte specie animali, come i lupi (la cui gerarchia si basa sulla ‘coppia guida’, semplificando al massimo i genitori del resto del branco) od il pollo (con società rigidamente gerarchiche in modo lineare fra il gruppo di galline, su cui comanda il gallo). Il pappagallo è un animale assai socievole e la sua capacità di linguaggio è correlata alla sua natura gregaria. Le comunità di pappagallo però sono egalitarie e non gerarchiche, con l’esemplare che si adatta alle norme sociali ma non accetta un rapporto di dominanza. I delfini, i mammiferi più intelligenti assieme alla nostra specie ed ad altre di primati, formano società altamente complesse e multilivello, organizzate su famiglie, riunite in clan, a loro volta raggruppate in ‘tribù’. Mediterraneo: conversazione con Predrag Matvejevic
Mi sono perduto più di una volta tra i marosi sollevati dalla tramontana o gonfiati dal libeccio e tra le infinite isole ho dovuto invocare il soccorso di Predrag per indovinarne i nomi, venir fuori dai loro labirinti e ritrovare la strada per l’alto mare aperto. D’altronde se doveste decidere anche voi di navigare per il Mediterraneo o soltanto di immergervi nel Breviario che tutto lo scandisce non dimenticate che vi trovate a fare i conti con un mare che certo non ha l’immensità geografica degli Oceani ma, per converso, ha l’immensità senza confini dell’Umanità che lo ha attraversato e che tuttora lo abita o lo concupisce sia pure con più di qualche peccato. Leggi tutto: Mediterraneo: conversazione con Predrag Matvejevic Disarmare l’AI
Ho acquistato il testo cartaceo dell’enciclica in una grande libreria di un centro commerciale. Era in testa alle vendite, in due edizioni diverse, e si trovava anche di fianco alla cassa. Non ricordo un’altra enciclica che abbia avuto così successo. Il testo risponde a bisogni profondi, alla ricerca di senso, al tentativo di comprendere cosa sta avvenendo così rapidamente sotto i nostri occhi, alla speranza che sia possibile orientare questa straordinaria innovazione al bene. Va letta. Il senso profondo è nel sotto titolo “lettera enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Si custodisce ciò che è importante e si rischia di perdere. Alternando allarmi a speranze denuncia con un coraggio ormai raro i limiti dell’IA, la proprietà che si fa potere opaco e senza regole, la riduzione dell’umano a strumento o a cliente, la denuncia della nuova schiavitù e il rifiuto della democrazia che è insito nelle modalità di crescita dello strumento. La trasformazione tecnologica si fa modificazione antropologica. Occorre quindi provare a guidarla secondo un “umanesimo cristiano” fondato sull’interdipendenza, sulla prevalenza dell’umano, e quindi sul rispetto delle culture e delle differenze. Una “ecologia integrale” la chiama il papa. “Il compito oggi non è solo etico o tecnico è ecologico nel senso più radicale perché chiama in causa una nuova dimensione della casa comune, l’intelligenza artificiale è già l’ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti, per questo non basta regolarla va disarmata e resa ospitale”. Frodi bancarie online: chi paga il prezzo della truffa?
Bonifici online, pagamenti tramite smartphone e applicazioni bancarie consentono di effettuare operazioni in pochi secondi, ma espongono gli utenti a nuovi rischi. Le frodi informatiche rappresentano una delle principali sfide del patrimonio personale e per il diritto civile. Tecniche come il phishing, lo smishing e il cosiddetto spoofing permettono ai truffatori di fingersi operatori bancari, inducendo le vittime a comunicare credenziali riservate o a disporre trasferimenti di denaro. Chi è tenuto a risarcire il danno? La tutela del cliente, decreto legislativo del 2010 n. 11, disciplina i servizi di pagamento e le responsabilità degli operatori nel settore. L’articolo 10, in particolare stabilisce che, quando il cliente nega di aver autorizzato un’operazione, spetta al prestatore di servizi di pagamento di mostrare che la transazione è stata autenticata, correttamente registrata e contabilizzata e che non è stata interessata da malfunzionamenti. La sola registrazione dell’utilizzo dello strumento di pagamento non è sufficiente di per sé, a dimostrare che il cliente abbia autorizzato l’operazione o abbia agito con dolo o colpa grave. In linea generale, è previsto il rimborso delle operazioni non autorizzate. In alcuni casi il cliente può essere chiamato a sopportare le perdite, in particolare quando ha agito fraudolentemente o ha violato con dolo o colpa grave gli obblighi di custodia e utilizzo degli strumenti di pagamento. Leggi tutto: Frodi bancarie online: chi paga il prezzo della truffa? I Sepolcri di Foscolo: la memoria più forte della morte
Dei Sepolcri di Ugo Foscolo appartiene a questa rara categoria. Non è soltanto un poema. È una meditazione sul destino umano, sulla memoria, sull'amore e sul bisogno disperato di lasciare una traccia del proprio passaggio sulla terra. Quando Foscolo scrisse il carme, nel 1807, l’Europa era sconvolta dalle guerre napoleoniche e da profondi cambiamenti politici. Un editto voluto da Napoleone impose che le sepolture avvenissero fuori dalle città e che le tombe fossero tutte uguali. Era una disposizione ispirata a criteri d'igiene e uguaglianza civile. Eppure, il poeta avvertì immediatamente che in quella norma si nascondeva qualcosa di terribile: il rischio che i morti venissero privati del loro ultimo legame con i vivi. Da questa inquietudine nacque uno dei componimenti più alti della letteratura italiana. Foscolo sapeva bene che la ragione illumina, ma non consola. Da uomo del suo tempo comprese che, dopo la morte, probabilmente non vi era alcuna certezza di sopravvivenza. Tuttavia, riconobbe che il cuore umano non riusciva ad abitare soltanto nelle fredde stanze della razionalità. Gli uomini avevano ed hanno bisogno di illusioni. E tra queste illusioni, la più dolce e necessaria è proprio la memoria. Leggi tutto: I Sepolcri di Foscolo: la memoria più forte della morte
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Ho percorso, pagina dopo pagina, come fossero esse stesse altrettanti approdi, il “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejevic alla ricerca delle Civiltà perdute, delle storie aggrovigliate, dei popoli e delle genti che si sono mischiati, combattuti, fusi e confusi, delle coste con spiagge accoglienti e falesie ardite che talora non temono il confronto con l’oceano, e delle terre su di esso adagiate, verdi e rigogliose o arse e pietrose, sempre abitate dall’olivo, punteggiate dal fico, tratteggiate dalla vite, segnate a sud e a oriente dal deserto, a nord da montagne, valli e pianure e ovunque accarezzate dal mare cosparso di pietre che non han visto basse maree e abitato da pescatori, gabbiani e delfini docili e suadenti di giorno ma infidi e nefasti per il notturno, faticoso pescare.
Commento alla lettura dell’enciclica “Magnifica humanitas”.
La crescente diffusione dei servizi bancari digitali ha trasformato profondamente il rapporto tra istituti di credito e clienti.