Quale Marx?
Il 20 ottobre del 1997 nella rivista settimanale statunitense The New Yorker viene pubblicato un articolo a firma di John Cassidy dal titolo e sottotitolo quanto mai eloquenti, The return of Karl Marx. A hundred and fifty years ago, he sat in the British Museum analyzing the problems of capitalism and the virtues of Communism. He was wrong about Communism. Was he right about capitalism? Contributo “long form”, scritto secondo i criteri redazionali del magazine culturale newyorkese, che fece un vero e proprio clamore ed ebbe il merito di far riscoprire l’interesse per Karl Marx e i suoi studi, in un periodo storico in cui la società globale era contrassegnata da un imperante contesto di crescita economica globale e contemporaneamente da un accrescimento delle diseguaglianze. Sulla spinta di questo articolo, si è sviluppata, nel corso di pochissimi anni, una sterminata letteratura intorno alle teorie storiche ed economiche del filosofo di Treviri. Dal punto di vista scientifico si possono citare i contributi di Terrell Carver, The postmodern Marx (1998) e quello di Michael A. Lebowitz Beyond Capital (2003). Sempre in quell’arco di anni, vennero pubblicati due importanti saggi biografici, il primo scritto dal britannico Francis Wheen, Karl Marx (1999) e poi qualche anno quello di Jacques Attali, Karl Marx ou l'esprit du monde (2005). Ma il vero apogeo della riscoperta delle opere di Marx venne raggiunto solamente a partire dal 2008, in concomitanza con lo scoppio della crisi finanziaria-economica negli Stati Uniti dei mutui subprime, dove i suoi testi vennero letti e analizzati per dare una risposta immediata a quella crisi. Infatti, se si considerano le vendite de Il Capitale nel biennio 2007-2008, risulta che vendette molte più copie rispetto a quello del ventennio 1989-2008. Da questo enorme interesse ne emerse una nuova rilettura filologica non più sottoposta ad una interpretazione ideologica pre-1989, alquanto grossolana e superficiale, contraddistinta dalla linea interpretativa di tipo leninista, che ebbe origine però pochi anni dopo la morte del filosofo di Treviri avvenuta nel 1883. La mandragola di Machiavelli: quando la politica indossa la maschera della farsa
È una commedia, certo, ma è anche un piccolo trattato di strategia, un manuale di sopravvivenza nel mondo degli ingenui, dei furbi e dei devoti di comodo. Machiavelli ha osservato gli uomini come un botanico osserva le radici: li ha studiati, annusati, tagliati, e poi li ha esposti al pubblico con una sincerità che oggi definiremmo spietata. La mandragora, pianta ambigua, magica, contesa tra superstizione e medicina, è diventata il simbolo perfetto di un mondo dove la verità è un liquido che prende la forma del recipiente. E il recipiente, nella commedia, è sempre l’interesse. La trama è un gioiello di ingegneria narrativa: Callimaco, giovane innamorato, inventa una cura miracolosa per rendere fertile Lucrezia, moglie del vecchio Nicia. La cura, ovviamente, è una trappola, e Nicia, ovviamente, ci casca con l’entusiasmo di chi ha appena scoperto la scienza… senza capirla. La mandragora promette fertilità, ma richiede un sacrificio: il primo uomo che giacerà con la donna dopo l’assunzione del rimedio morirà. Nicia non sospetta nulla perchè è troppo impegnato a fare il dotto. Callimaco, invece, è troppo impegnato a fare il furbo. E Machiavelli era troppo impegnato a ridere sotto i baffi. Leggi tutto: La mandragola di Machiavelli: quando la politica indossa la maschera della farsa La peste del 1656 a Napoli: la “scoperta” di una cronaca già molto nota
L’iniziativa, con apertura al pubblico ad ingresso gratuito dal 26 settembre 2026 al 15 gennaio 2027, propone un percorso immersivo che racconta la tragedia della peste che nel 1656 colpì Napoli, attraverso una cronaca dello scrivano dei Bianchi della Giustizia, Antonio Mena, custodita presso l’Archivio Storico Diocesano di Napoli (ed esposta in originale), affidata alla voce narrante dell’attore napoletano Peppe Lanzetta. Sullo sfondo una tela di Micco Spadaro, Piazza Mercatello durante la peste del 1656, conservata nel Museo della Certosa di San Martino. A Napoli i quadri legati a guerre, carestie e assedi appartengono a pieno titolo alla storia dell’arte. Nel caso specifico, si confrontarono ai massimi livelli tre geni di metà secolo: Mattia Preti, Micco Spadaro e Luca Giordano. La tela di Domenico Gargiulo, meglio conosciuto come Micco Spadaro (soprannome derivato dal mestiere del padre), usata per installazione, è una scenografia dei cadaveri ammucchiati nella piazza del Mercatello (oggi piazza Dante) come in un giorno di mercato. Leggi tutto: La peste del 1656 a Napoli: la “scoperta” di una cronaca già molto nota Viaggio a Reggio
Era l’alba del primo millennio a.C. allorquando da queste parti, seguendo un vitello sacro staccatosi dalla mandria, i coloni greci giunti dall’isola di Eubea nel mare della penisola Calcidica fondarono Rhegion sulla costa calabra mentre un altro gruppo di essi fondava Zankle su quella sicula. Era il 1908 dell’era volgare, invece, quando un terribile terremoto-maremoto distrusse Reggio e Messina. Una straordinaria gara di solidarietà nazionale si produsse tra le rovine che avevano seppellito le due città dello Stretto unite da sempre in un unico destino. Poi la ricostruzione e la lenta rinascita. Sono giunto alla stazione di Reggio alle dieci di sera dopo dodici ore di viaggio. A Taranto ho atteso la coincidenza con il treno che portava due ore e trenta minuti di ritardo sull’orario previsto. Vi ero giunto da Brindisi e prima da Lecce con due treni locali che avevano coperto le rispettive tratte in un paio d’ore circa. I limiti della scienza
Mette conto notare, tuttavia, che non soltanto alcuni filosofi, ma anche parecchi scienziati di professione hanno spesso contestato questa fede ingenua nella validità della visione del mondo che la scienza dei vari periodi storici fornisce. Ai giorni nostri l’incertezza circa il contenuto delle teorie scientifiche è cresciuta in modo rapido, parallelamente alla sensazione che esistono teorie alternative in grado di spiegare le osservazioni. Di qui il relativismo, il quale appare ormai a molti un dato di fatto più che una minaccia. Il nocciolo di tale posizione consiste nel riconoscere che non c’è una concordanza necessaria tra la realtà così com’è e le teorie che noi formuliamo circa la realtà stessa. Ovviamente la situazione si presentava ben diversa quando positivismo ed empirismo logico erano le correnti epistemologiche dominanti. In quel caso l’obiettivo primario era individuare i modelli immutabili che sottendono la pratica scientifica, giacché si riteneva che la scienza fosse oggettiva e in costante progresso (nel senso cumulativo del termine).
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Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.213 Settembre 2026
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Da qualche anno gli scritti di Marx sono tornati a essere una fonte di studio, dibattito e anche di successo editoriale. Bisogna però fare attenzione a non rinchiudere l’autore in un nuovo dogmatismo ideologico sul modello dell’Urss.
Nel vasto teatro del Rinascimento, la mandragola di Niccolò Machiavelli è l’opera che più di tutte riesce a fare una cosa difficilissima: far ridere mentre smaschera.
La scorsa settimana, e precisamente in data 25 settembre 2026, nel Palazzo Diomede Carafa in via San Biagio dei Librai (Napoli), è stata inaugurata l’installazione A.D. 1656. Pareva che Dio benedetto volesse castigarci. La voce della Cronaca de’ Bianchi nella tela di Micco Spadaro, ideata e prodotta dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania in collaborazione con l’Archivio Storico Diocesano di Napoli ed altri enti culturali.
Reggio di Calabria, dove il mitico re Italo diede nome all’Italia, il cuore di Nausicaa, complice Athena, vibrò per Odìsseo, la Magna Graecia superò la Madre Patria e Scilla e Cariddi unirono in un solo destino le terre di Sicilia e quelle di Calabria.
È del tutto naturale che l’uomo della strada, nel leggere i resoconti delle scoperte scientifiche, le consideri alla stregua di descrizioni del mondo reale. Perché mai dovrebbe pensare diversamente, dati gli impressionanti successi che la scienza ha conseguito negli ultimi secoli?